La matematica sentimentale – rassegna stampa

IL CORRIERE DELLA SERA

“noi spettatori scopriamo l’equilibrio della gestualità di Palladino in quanto interprete: gestualità eloquentissima con il viso, con le mani, con il corpo tutto. Essa, da sé sola, fa lo spettacolo”

Franco Cordelli

IL DENARO

“La matematica sentimentale, scritto ed interpretato da Pierpaolo Palladino, è andato in scena, solo per tre giorni, al Teatro Elicantropo di Napoli. Un vero peccato perché è un monologo veramente brillante e divertente, interpretato nei diversi ruoli dallo stesso Palladino che con maestria attoriale, narra e fa rivivere il rapporto con la matematica, in particolare con gli esami di Analisi I e II, di questo giovane, Lorenzo costretto dal padre a seguire la facoltà di Ingegneria. L’interpretazione dei due giovani, uno apparentemente indolente e viziato, Lorenzo, non bravo in matematica, e l’altro Rocco, giovane di paese ma più incline alla matematica, è resa con sorprendente bravura, anche quando si cala nel ruolo del professore di matematica, che vive in funzione delle formule e della matematica teorica, ma che non riesce a risolvere un semplice problema con il padre, fargli una telefonata di compleanno. Una alternanza molto comunicativa, divertente e vivace di episodi e di storie, intrecciata alle storie d’amore. Ecco “Chi ha detto che la matematica è pura razionalità – scrive l’autore – freddo e sterile calcolo e lontana anni luce dall’universo del sentimento e dell’emozione?” La matematica offre risposte a chi non ne ha – recita il professore – ma la matematica è il sentimento, l’amore è il dilemma. La soluzione ad un problema – gli suggerisce – è una danza tra intuizione e deduzione. Stratagemmi, ingenui opportunismi di rapporti d’amicizia vissuti tra i banchi dell’università, ma anche solidarietà verso Rocco, il compagno che gli passa i compiti, che abbandonato dalla fidanzata abbandona l’Università ma che lui, Lorenzo recupera. Una bella rappresentazione fondata anche sul ruolo della musica, sulla partitura musicale di Back come chiave di volta della risoluzione di un problema matematico, ma che fornisce il bandolo della matassa su come appassionarsi ad una materia così ostica. Probabilmente si suggerisce che bisognerebbe lavorare sul metodo e sul modo di insegnare la matematica, partendo da altre angolazioni. Quello della musica è sicuramente una ottima soluzione. La vera storia d’amore raccontata è quella dunque per la matematica. Bravo Pierpaolo Palladino!”

 Diletta Capissi

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IL GIORNALE

Racconto di una giovinezza fragile e inquieta, che impara a vedere il bello nelle scelte sbagliate e ad amare con profonda consapevolezza….il tutto viene evocato in scena con pacata delicatezza, con uno stile colloquiale e semplice che non disdice però i passaggi di voce, le variazioni cromatiche da tono a tono…in questonostalgico viaggio di iniziazione dove ognuno di noi può certamente ritrovare un pezzetto di sé.

Laura Novelli

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NOTIZIE RADICALI

I pensieri dell’autore diventano musica e poesia per gli spettatori, spingendo qualcuno sino alla commozione.

Lucio De Angelis

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IL GIORNALE

“Tutto viene evocato in scena con pacata delicatezza, con uno stile colloquiale e semplice che non disdice però i passaggi di voce, le variazioni cromatiche da tono a tono. L’attore/narratore non interpreta, infatti, solo Lorenzo, ma si moltiplica nei tanti personaggi che agiscono in questo nostalgico viaggio di iniziazione dove ognuno di noi può certamente ritrovare un pezzetto di sé”

Laura Novelli

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LA REPUBBLICA

“Le parole di Pierpaolo Palladino hanno una densità comunicativa particolare, una fluidità umana che parte sempre da un qualche fondo dell’anima”.

Rodolfo Di Giammarco

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IL ROMANISTA

“La trama dello spettacolo è accattivante e divertente. E la matematica viene vista in un’ottica diversa […] Nulla è lasciato al caso nella cura, quasi scientificamente matematica della messa in scena.”

Flavio Di Stefano

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RADICALIROMA

“Pierpaolo Palladino, romantico extraterrestre di ‘Poetry’, pianeta della poesia, e validissimo autore di Racconti teatrali che sono sempre più noti al pubblico, come ad esempio “La banda”, dal quale è stato tratto “Senza swing”, lo show del Sistina con Flavio Insinua è il brillante protagonista di questo testo. […]….. e i pensieri dell’autore diventano musica e poesia per gli spettatori, spingendo qualcuno sino alla commozione.”

 Lucio De Angelis