Fabbricazioni

FabbricAzioni Festival in fabbrica  – www.fabbricazioni.org – 

direzione artistica Pierpaolo Palladino

25-26-27 settembre CITTADUCALE, RIETI Stabilimento TUBI S.P.A – ex F.lli Torda

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di denaro”. (L.Einaudi)

Ci piace citare Luigi Einaudi , economista e politico oltre che indimenticato giornalista per parlare di FabbricAzioni, Festival nato all’interno della Tubi Spa, azienda siderurgica nel complesso industriale di Cittaducale alle porte di Rieti.

Trasformare una fabbrica dove le macchine piegano e modellano l’acciaio in un luogo di arte e cultura è l’idea da cui è partito Pierpaolo Palladino.

Creatore e direttore artistico di rassegne e festival (da “Autori per Roma” a “Racconti al Parco”), autore e interprete di racconti teatrali nati dalle occasioni e dagli incontri casuali della vita romana (Il PellegrinoLa battaglia di RomaAl PacinoSputa la Gomma e l’ultimo La Matematica Sentimentale) Palladino parte ora per una nuova avventura culturale.

“Impresa di famiglia titolo dello spettacolo scritto a quattro mani con il fratello Ivan e per la prima volta in scena con una mise en espace diretta da Pietro Bontempo, potrebbe essere a ragione il leit motiv di FabbricAzioni, tre giorni di teatro, musica, danza, arti sceniche mescolate tra loro e agite proprio in una fabbrica.

Racconta Ivan Palladino, imprenditore ‘prestato’ al teatro :

‘Dopo il diploma e qualche esame universitario alle spalle, il mio inserimento nel mondo del lavoro è stato facilitato dalla possibilità di essere assunto nell’impresa paterna. I primi anni del lavoro in azienda sono stati connotati da una altissima tensione nei rapporti fra me e mio padre che scaturiva dalla insolvenza reiterata dei nostri clienti, dalla crisi del mercato siderurgico di quegli anni e dal differente approccio che ognuno di noi aveva alla soluzione dei problemi che si presentavano.È proprio a questa atmosfera, tipica di tante piccole imprese a conduzione familiare, che il lavoro mio e di mio fratello si è ispirato cercando di esporre in chiave drammaturgica tutte le ansie e le attese che scandiscono le singole giornate lavorative. Anche per gli altri personaggi della commedia, il capo operaio, il venditore anziano, il giovane in prova, l’impresa si pone come unica realtà alla alternativa del “posto sicuro” in uffici e ministeri. Realtà alternativa appunto, ma non certo stabile. Il dio mercato su cui la libera impresa si fonda non può certo tenere conto della buona volontà, è regolato da leggi oscure, da realtà imprenditoriali infinitamente più importanti di quelle di una piccola o media impresa. Emerge quindi la sensazione che il tempo per svolgere qualsiasi azione non sia sufficiente e che la vita, alienata, debba essere necessariamente sacrificata al lavoro.

Con spettacoli dedicati ai luoghi del lavoro,  Impresa di famiglia di Ivan e Pierpaolo Palladino – con Bruno Alessandro, Fabio Bussotti, Pietro De Silva, Caterina Misasi, Daniele Monterosi, Sante Paolacci – e Fabbrica di e con Ascanio Celestini,FabbricAzioni vuole essere il punto di partenza di un progetto altrettanto ambizioso:

un nuovo Centro Culturale Polifunzionale dedicato all’Arte e agli Artisti alle porte di Rieti.

Uno luogo fisico donato all’Arte dall’impresa di famiglia appunto, una parte del complesso industriale Tubi S.p.a.

Un festival che nasce dal sostegno di sponsor privati, aziende che lavorano nell’indotto siderurgico sia a livello nazionale e internazionale che presenti nella realtà imprenditoriale reatina, per valorizzare il binomio arte e lavoro.

Coils e teatro, montacarichi e coreografie, saldatrici, folk rock e cortometraggi…FabbricAzioni trasloca lo spirito aziendale in uno spazio multimediale animato da storie, corpi, voci e personaggi, fermando e valorizzando le macchine per dar vita all’azione artistica.

Durante il festival, la Tubi spa ospiterà inoltre una mostra dedicata al progetto del nuovo Centro Culturale Multimediale, alle sue potenzialità nella provincia reatina e oltre, a luogo dove  artisti e tecnici si formeranno e produrranno nuove opere.

 

Longo lo cammino ma grande la meta…

 

recita una celebre frase de ‘L’Armata Brancaleone

Il festival aprirà ufficialmente con BRANCALEONE interpretato dai ragazzi del

Centro Eta Beta di Viterbo, un debutto che suggerisce l’apertura del futuro centro ai diversamente abili in grado di comunicare pienamente, attraverso il palco, le loro capacità espressive e motorie. Una proposta nata dall’incontro con la Ausl e la prefettura di Rieti.

‘Cara madre il 16 di marzo di quel ’49 è il primo giorno che entro in fabbrica.

‘Una fabbrica vuota dove gli unici operai che la abitano sono quelli che la fabbrica non riesce a cacciare via. I deformi, quelli che nella fabbrica hanno trovato la disgrazia. Quelli che hanno sposato la fabbrica lasciandole una parte del loro corpo, delle loro storie e della loro identità.’

 

FABBRICA di e con Ascanio Celestini non ha certo bisogno di presentazioni.

Ma il significato della presenza di questo spettacolo nella rassegna FabbricAzionista forse proprio nelle parole del protagonista. La fabbrica come luogo su cui molti hanno riversato i loro sogni, ma anche la fabbrica come carcere, frustrazione, dispersione del sé.

 

C’è nel mondo qualcosa che ci costringe a pensare. Questo qualcosa è l’oggetto di un incontro” (Deleuze, Differenza e ripetizione).

Che può essere anche l’incontro tra mente e corpo artististicamente espressi da

 

Loredana Parrella, coreografa con la compagnia di danza CIE-TWAIN, che presenta con CORPO a CORPO alcuni frammenti della grandiosa storia umana raccontata in una sequenza di tableaux vivents, ora estatici ora lirici ora estremi, ma sempre poetici.

E ancora musica, rumori, movimento, rotture, asimmetrie, dinamica, velocità e colori contrastanti, animano FUTUR E’ della coreografa Sabrina D’Aguanno, dedicato al futurismo e alle sue luci, le sue ombre, i suoi flash, con cravatte psichedeliche, tute arcobaleniche a coni e losanghe ritagliate e messe insieme in stoffe diversissime l’una dall’altra, gilet con tessuti dal disegno inconsueto, fosforescenze…

La televisione ha creato l’Italia? Bene noi dobbiamo passare attraverso la demolizione, la polverizzazione dell’elettrodomestico e del suo povero linguaggio per rifare l’Italia.

 

Ed ecco Andrea Cosentino che con la sua strampalata TeleMomò afferma

Tutto quello che vogliamo fare è conservare intatta al sicuro la cultura che pensiamo ci appartenga’ e subito dopo con auto/ironia  ‘Non è piacevole ma noi siamo la minoranza degli strambi che gridano nel deserto’.

Il Centro Culturale Polifunzionale che vorrebbe nascere è pensato per le nuove proposte ed è dedicato ai giovani – ma non solo siamo in tanti ad apprezzarli – il concerto dei Ratti della Sabina che nel loro ultimo cd “Va  tutto bene” cantano  ‘ma chi se lo ricorda quand’è che è stata l’ultima volta / che ho provato ad imparare qualcosa d’interessante”.

E  nuove proposte, questa volta di cineasti che proporranno “CORTI ASSAGGI” dei loro lavori cinematografici.

Consapevoli che , citando ancora i “Ratti” – ‘Cammino lento e cerco il tempo che passa lento e cerca me e con la testa fuori dal centro io conto i passi dietro di me…’

 

Mariano Rigillo con Anna Teresa Rossini e Cristina Aubry leggono il “Fragment” a cura di Francesco Branchetti.

“Faust – ein Fragment” così l’ha chiamato il suo autore, Adalbert von Chamisso, con una sorta di umiltà nei confronti del leggendario personaggio e del suo maggiore “biografo”.

Ma è un Faust particolare, diverso dalle diverse interpretazioni, quello che, attraverso la traduzione di Enrico Bernard, arriva in Fabbrica.

Un Faust che rifiuta sia il bene che il male affermando la dignità dell’uomo, rivendicando la libera scelta.

Un Faust che rappresenta l’uomo moderno in rivolta contro i “poteri” sovrastanti.

‘Tu che ti opponi al mio volere, va via!

Con te voglio farla finita, e così sia:

Ascolterò colui che darà alla vita mia

Ciò che pretendo: senso, verità e armonia.’

 

 

FabbricAzioni è un progetto realizzato con il contributo di Regione Lazio ed il patrocinio di Provincia di Rieti, Comune di Cittaducale, Comune di Rieti, Prefettura di Rieti, Fondazione Varrone, AUSL Rieti

Sostenuto da Tubi Spa, Borusan Mannesmann, Riveco Generalsider, Paresa, Colorificio Sammarinese, Saf – Fro, Mantini Giuseppe, So.Ge.T., Ediltrasporti Colantonio, Chiani Sabatino, Colantonio , Faraglia , C.R.A, Stefast, Centrotest, Tecnomech Srl, F.Lli Rosati Snc, Tecnosaldature, Bandini

organizzazione Associazione Culturale Racconti Teatrali – Direzione Artistica Pierpaolo Palladino