GIOCONDA

Cristina Aubry e Livia Cangialosi in scena con uno spettacolo di Cristina Aubry, regia di Alessia Sambrini

Un racconto teatrale emozionante e surreale: la storia di Gioconda, tra malinconia, incontri attesi e un viaggio nel passato per ritrovare sé stessa.

Gioconda - regia Alessia Sambrini con Cristina Aubry e Livia Cangialosi

Gioconda è una donna di 60 anni che mantiene un ostentato ottimismo
nonostante la sua vita vada a rotoli. Un padre anziano che perde
colpi, un lavoro con quindicenni che non comprende più , un uomo che
l’ha appena lasciata. Ma al parco su una panchina Gioconda guarda e si
sente guardata. E sarà l’incontro con quella misteriosa presenza che
le darà il modo di ritornare al passato, a quell’assenza che l’ha
segnata per sempre per sciogliere finalmente il nodo che non le ha mai
permesso di vivere.

…la Aubry dà vita a un caleidoscopio di riflessioni, di emozioni, cui gli interventi musicali della bravissima Livia Cangialosi non si limitano a fare da contrappunto, proponendosi semmai quale estemporaneo duetto in grado di lasciare la propria impronta, un timbro riconoscibile,…

vai alla recensione di Stefano Coccia Sul Palco

Riprese video e monaggio Progetto Tangram

Foto di Claudio Magagnini

Il Pellegrino, un classico!

Una romantica passeggiata per Roma, accompagnati da MASSIMO WERTMULLER tra i vicoli e le piazze, i barboni e i cardinali, i palazzi e le osterie, i briganti e le dame immacolate…

Un racconto in cui tutti i personaggi sono interpretati da un singolo attore, Massimo Wertmuller, che ci porta per mano nella Roma dell’ottocento, all’indomani della caduta di Napoleone e della restaurazione imposta da Pio VII e dalla sua polizia. In scena ogni personaggio è evocato ed interpretato dall’attore stesso che, con l’aiuto di una sedia, semplici oggetti e una musica suonata dal vivo, ci fa immaginare ogni ambiente: piazze, strade e palazzi del tempo.

Ninetto, vetturino che presta servizio con la madre presso il Monsignor Caracciolo, un alto prelato reazionario, viene informato da questi che il nipote, il giovane Conte Enrico, milanese, è ricercato dalla polizia austriaca e verrà quindi a passare un po’ di tempo a Roma in casa dello zio. A Ninetto viene raccomandato di stargli vicino, di servirlo e controllare i suoi contatti nella città, essendo il giovane di chiare idee carbonare e quindi inaffidabile. La storia è ricordata e rivissuta da Nino che segue tutte le tappe di una vicenda romantica in cui le passioni si dividono tra il suo scetticismo di vetturino romano, e l’idealismo del nobile che si innamora nientemeno che di Paolina Bonaparte, la sorella del “fu imperatore”, con tutti i rischi che ne conseguono e che trasformano giocoforza Nino nel protettore di Enrico e nel suo migliore amico, fino all’inevitabile compimento del destino di entrambi.

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testo e regia PIERPAOLO PALLADINO

Musiche di Pino Cangialosi

in live: Fabio Battistelli clarinetto, Pino Cangialosi fagotto e percussioni

Costumi Alessia Sambrini

Disegno luci Alessia Sambrini e Patrick Vitali

Con (In ordine di apparizione)Ninetto, madre di Ninetto, Bruto il cavallo, Monsignor Caracciolo, Giustino il cavallaio, il Conte Enrico, Ottavio, L’Oste, il Marchese Augusto, il vecchio Generale, la badante, l’Inglese, il Nano assassino, il Boia infame, la biondina boccolosa, sua madre, lo zingarello, Paolina Bonaparte, Alvaro il vetturino, l’Abatino, il capitano dei Zuavi, i Lupi prenestini, Cesare il brigante, il gatto incazzato, il Barbone del Castello, la figlia del Papa, la sua domestica, l’ufficiale dei Zuavi, la guardia marchigiana, e con la partecipazione straordinaria di Rombo di Tuono! 

E poi: la piazza der Vaticano, er Papa in processione, er Pincio,  la statua de Marco Aurelio, er Coliseo, Pigna, er Ghetto, er Campidoglio, Castel Sant’Angelo, largo Argentina, Giubbonari, Campo De Fiori, Panico, er ponte dell’ Angeli le feste nobiliari, Palazzo Chigi, Odescalchi, Rospigliosi, Braschi, e Sirvio Perrico, Foschelo, Borsieri, Breme, er brusio dell’osteria…

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Il Pellegrino – Video

 

 

Intervista a Massimo Wertmuller e Pierpaolo Palladino durante le prove de IL PELLEGRINO

C’è un mistero di inflessioni dialettali, di popolari sordidezze, e di romanzesche identità nel gran bel lavoro che Massimo Wertmuller svolge come attore alle prese con un folto mondo di personaggi appartenenti alla Roma papalina dell’Ottocento de “Il Pellegrino”. La trama ideata oggi non cede a bozzettismi in una sinfonia di toni passionali, disfattisti e fatalisti che tocca la sensibilità di zone segrete e non anacronistiche del teatro.” Rodolfo di Giammarco – La Repubblica

Encomiabile Massimo Wertmuller, diretto dallo stesso Palladino, per la sua abilità nel dare corpo e voce ai numerosi protagonisti, sia uomini sia donne. Le contraddizioni culturali e sociali della Roma papalina sono messe in luce con precisione documentaria e consapevolezza critica. Con rara potenza evocativa il racconto offre uno spaccato della società pontificia e dei suoi fermenti di rivolta terminando con un imprevedibile e doloroso finale.” Tiberia De Matteis – Il

Il Pellegrino – Rassegna Stampa

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