La signora in blues – rassegna stampa

Un percorso pieno di allusioni e velate metafore, che spigola nella storia senza avere la pretesa di fornire tesi o prendere partito. E’ come uno di quei ritratti color seppia, che si trovano in fondo a un cassetto con un pizzico di nostalgia e con la consapevolezza dei sogni. A Pierpaolo Palladino, autore del testo, va il merito di aver scritto una storia in punta di penna e sentimenti sfiorati (…) Da non perdere.
ROSSELLA BATTISTI – L’UNITA’
Il lavoro, oltre a mettere in luce l’intelligenza e la bravura dell’interprete, è un’occasione per misurare due mondi in un preciso momento storico attraverso le loro musiche (…) c’erano anche tre esecutori dal vivo, bravissimi.
IVANA MUSIANI – IL TEMPO
La Aubry è straordinaria nel passare dalla timidezza alla sensualità, nel mettere in rilievo passioni e contraddizioni dei personaggi, oltre che nel cantare suggerendo vibrazioni e brividi che il locale amplifica, trasformandosi in “cave”, scantinato jazz, luogo deputato di jam session. Si parla di teatro vero, autentico, toccante.
GIANLUCA VERLEZZA – GIORNALE D’ITALIA
Brava, intrigante, appassionata, la Aubry passa attraverso i 21 personaggi che interpreta egregiamente con una disinvoltura notevole, alternando la parte recitativa con il canto; un vero jolly in scena in uno spettacolo ben confezionato. Di ottimo livello anche la musica affidata a tre bravi musicisti.
DIANA PALMA – SIPARIO

L’attrice si sdoppia mutando voci e accenti in Paolacci, nel suo assistente Servito, in una signora americana sempre un poco alticcia, il sassofonista Sam, oltre a parlar di se stessa e cantare con bella voce vecchie canzoni d’epoca (dal “Pinguino innamorato” a “Ba-ba-baciami”) e qualche motivo “nuovo” come “Night and day” o “Summertime”. Tutto con un garbo credibile e dal vivo, grazie all’accompagnamento del trio.

PAOLO PETRONI – IL CORRIERE DELLA SERA

Un percorso pieno di allusioni e velate metafore, che spigola nella storia senza avere la pretesa di fornire tesi o prendere partito. E’ come uno di quei ritratti color seppia, che si trovano in fondo a un cassetto con un pizzico di nostalgia e con la consapevolezza dei sogni. A Pierpaolo Palladino, autore del testo, va il merito di aver scritto una storia in punta di penna e sentimenti sfiorati (…) Da non perdere. ROSSELLA BATTISTI – L’UNITA’

Il lavoro, oltre a mettere in luce l’intelligenza e la bravura dell’interprete, è un’occasione per misurare due mondi in un preciso momento storico attraverso le loro musiche (…) c’erano anche tre esecutori dal vivo, bravissimi. IVANA MUSIANI – IL TEMPO

La Aubry è straordinaria nel passare dalla timidezza alla sensualità, nel mettere in rilievo passioni e contraddizioni dei personaggi, oltre che nel cantare suggerendo vibrazioni e brividi che il locale amplifica, trasformandosi in “cave”, scantinato jazz, luogo deputato di jam session. Si parla di teatro vero, autentico, toccante. GIANLUCA VERLEZZA – GIORNALE D’ITALIA

Brava, intrigante, appassionata, la Aubry passa attraverso i 21 personaggi che interpreta egregiamente con una disinvoltura notevole, alternando la parte recitativa con il canto; un vero jolly in scena in uno spettacolo ben confezionato. Di ottimo livello anche la musica affidata a tre bravi musicisti. DIANA PALMA – SIPARIO

L’attrice si sdoppia mutando voci e accenti in Paolacci, nel suo assistente Servito, in una signora americana sempre un poco alticcia, il sassofonista Sam, oltre a parlar di se stessa e cantare con bella voce vecchie canzoni d’epoca (dal “Pinguino innamorato” a “Ba-ba-baciami”) e qualche motivo “nuovo” come “Night and day” o “Summertime”. Tutto con un garbo credibile e dal vivo, grazie all’accompagnamento del trio. PAOLO PETRONI – IL CORRIERE DELLA SERA

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