La signora in blues – lo spettacolo

La signora in blues
di
Pierpaolo Palladino
da un’idea di
Bruno Maccallini
con
Cristina Aubry
e i
Musical Story trio
Musiche
di
Pino Cangialosi
con brani di
Duke Ellington
Cole Porter
Billie Holiday
Regia di
Pierpaolo Palladino
Che cos’è ?
La signora in Blues è un racconto “musicale” in cui a una stessa attrice sono affidati tutti i personaggi di una storia rievocata attraverso il testo e la musica.
La vicenda si basa sull’incontro e lo scontro fra le ambizioni sociali di una donna in carriera e quelle anarchiche dell’artista che è in lei, tra la musica e la retorica di regime ed il Blues che giunge dal nuovo mondo, sullo sfondo di una Roma a cavallo tra gli anni trenta e gli anni quaranta. Tre sono (tra gli altri) i personaggi interpretati da Cristina Aubry: Bruna, protagonista della storia, giovane cantante in carriera, Paolacci, gerarca responsabile della commissione di censura, innamorato di lei, che la protegge e le spiana la strada al successo e Sante, detto Sam, sassofonista italo americano, di cui è lei ad innamorarsi e che la inizia alle vibrazioni dell’anima Soul.
Bruna, ragazza emiliana, arriva a Roma nel ’38 come impiegata alla Snia Viscosa e va ad alloggiare presso dei parenti in un palazzone popolare dove si divide fra il lavoro e le lezioni di canto. Sogna di diventare una stella della radio e tenta un’audizione all’EIAR, ma le difficoltà sono evidenti per una ragazza di provincia come lei che seppur ambiziosa può vivere solo ai margini della vita artistica della capitale.

Una sera ad una festa incontra un importante gerarca, responsabile per la censura, che diverrà il suo padrino e la avvierà ad un’importante carriera radiofonica. Con il nome d’arte di Elsa De Rubis, il suo tenore di vita cambia e la giovane donna va a vivere in un appartamento nell’elegante quartiere Trieste dove gestisce il successo quale nuova rivelazione canora dell’italico impero. Ma il successo come voce del regime è nulla in confronto alla scoperta del Blues che le si rivela come una porta spalancata direttamente sulla sua anima. Il blues per lei è anche la scoperta di un sassofonista, Sante detto Sam, italo-americano, figlio di un sarto che lavorava a Brooklyn e confezionò un vestito a Louis Armstrong. Sam la fa cantare con una jam session iniziandola a quella Black Music mal sopportata dal regime ma segretamente ammirata anche dal gerarca.

Divisa così fra l’amore per il musicista e la protezione dell’uomo di potere Bruna alias Elsa cerca di unire l’ambizione pubblica con le aspirazioni private, ma lo scoppio della guerra e il successivo sbarco degli alleati la costringeranno ad una scelta lacerante.
In scena un pianista, un sassofonista e un contrabbassista affiancano l’attrice che, con l’aiuto di pochi elementi scenici rievoca teatralmente le varie atmosfere proposte, entrando ed uscendo dai vari personaggi, in un’alternanza continua del piano narrativo con quello dialogato. L’intento è quello di seguire una linea drammaturgica sempre più seguita in Italia, che privilegia il piano evocativo, squisitamente teatrale, rispetto al bombardamento di immagini a cui siamo ormai obbligati ogni giorno.
Le canzoni proposte nello spettacolo:
“Ti dirò”
“Baciami piccina”
“Quel motivetto che mi piace tanto”
“Night and day”
“All of me”
“My solitude”
“This foolish thing’s”

La signora in blues

di Pierpaolo Palladino

da un’idea di Bruno Maccallini

con Cristina Aubry e i Musical Story trio

Musiche di Pino Cangialosi

con brani di Duke Ellington, Cole Porter, Billie Holiday

Regia di Pierpaolo Palladino


Che cos’è ?

La signora in Blues è un racconto “musicale” in cui a una stessa attrice sono affidati tutti i personaggi di una storia rievocata attraverso il testo e la musica.

La vicenda si basa sull’incontro e lo scontro fra le ambizioni sociali di una donna in carriera e quelle anarchiche dell’artista che è in lei, tra la musica e la retorica di regime ed il Blues che giunge dal nuovo mondo, sullo sfondo di una Roma a cavallo tra gli anni trenta e gli anni quaranta. Tre sono (tra gli altri) i personaggi interpretati da Cristina Aubry: Bruna, protagonista della storia, giovane cantante in carriera, Paolacci, gerarca responsabile della commissione di censura, innamorato di lei, che la protegge e le spiana la strada al successo e Sante, detto Sam, sassofonista italo americano, di cui è lei ad innamorarsi e che la inizia alle vibrazioni dell’anima Soul.

Bruna, ragazza emiliana, arriva a Roma nel ’38 come impiegata alla Snia Viscosa e va ad alloggiare presso dei parenti in un palazzone popolare dove si divide fra il lavoro e le lezioni di canto. Sogna di diventare una stella della radio e tenta un’audizione all’EIAR, ma le difficoltà sono evidenti per una ragazza di provincia come lei che seppur ambiziosa può vivere solo ai margini della vita artistica della capitale.

Una sera ad una festa incontra un importante gerarca, responsabile per la censura, che diverrà il suo padrino e la avvierà ad un’importante carriera radiofonica. Con il nome d’arte di Elsa De Rubis, il suo tenore di vita cambia e la giovane donna va a vivere in un appartamento nell’elegante quartiere Trieste dove gestisce il successo quale nuova rivelazione canora dell’italico impero. Ma il successo come voce del regime è nulla in confronto alla scoperta del Blues che le si rivela come una porta spalancata direttamente sulla sua anima. Il blues per lei è anche la scoperta di un sassofonista, Sante detto Sam, italo-americano, figlio di un sarto che lavorava a Brooklyn e confezionò un vestito a Louis Armstrong.

Sam la fa cantare con una jam session iniziandola a quella Black Music mal sopportata dal regime ma segretamente ammirata anche dal gerarca.

Divisa così fra l’amore per il musicista e la protezione dell’uomo di potere Bruna alias Elsa cerca di unire l’ambizione pubblica con le aspirazioni private, ma lo scoppio della guerra e il successivo sbarco degli alleati la costringeranno ad una scelta lacerante.

In scena un pianista, un sassofonista e un contrabbassista affiancano l’attrice che, con l’aiuto di pochi elementi scenici rievoca teatralmente le varie atmosfere proposte, entrando ed uscendo dai vari personaggi, in un’alternanza continua del piano narrativo con quello dialogato. L’intento è quello di seguire una linea drammaturgica sempre più seguita in Italia, che privilegia il piano evocativo, squisitamente teatrale, rispetto al bombardamento di immagini a cui siamo ormai obbligati ogni giorno.

Le canzoni proposte nello spettacolo:

“Ti dirò”

“Baciami piccina”

“Quel motivetto che mi piace tanto”

“Night and day”

“All of me”

“My solitude”

“This foolish thing’s”

La signora in blues – rassegna stampa

Un percorso pieno di allusioni e velate metafore, che spigola nella storia senza avere la pretesa di fornire tesi o prendere partito. E’ come uno di quei ritratti color seppia, che si trovano in fondo a un cassetto con un pizzico di nostalgia e con la consapevolezza dei sogni. A Pierpaolo Palladino, autore del testo, va il merito di aver scritto una storia in punta di penna e sentimenti sfiorati (…) Da non perdere.
ROSSELLA BATTISTI – L’UNITA’
Il lavoro, oltre a mettere in luce l’intelligenza e la bravura dell’interprete, è un’occasione per misurare due mondi in un preciso momento storico attraverso le loro musiche (…) c’erano anche tre esecutori dal vivo, bravissimi.
IVANA MUSIANI – IL TEMPO
La Aubry è straordinaria nel passare dalla timidezza alla sensualità, nel mettere in rilievo passioni e contraddizioni dei personaggi, oltre che nel cantare suggerendo vibrazioni e brividi che il locale amplifica, trasformandosi in “cave”, scantinato jazz, luogo deputato di jam session. Si parla di teatro vero, autentico, toccante.
GIANLUCA VERLEZZA – GIORNALE D’ITALIA
Brava, intrigante, appassionata, la Aubry passa attraverso i 21 personaggi che interpreta egregiamente con una disinvoltura notevole, alternando la parte recitativa con il canto; un vero jolly in scena in uno spettacolo ben confezionato. Di ottimo livello anche la musica affidata a tre bravi musicisti.
DIANA PALMA – SIPARIO

L’attrice si sdoppia mutando voci e accenti in Paolacci, nel suo assistente Servito, in una signora americana sempre un poco alticcia, il sassofonista Sam, oltre a parlar di se stessa e cantare con bella voce vecchie canzoni d’epoca (dal “Pinguino innamorato” a “Ba-ba-baciami”) e qualche motivo “nuovo” come “Night and day” o “Summertime”. Tutto con un garbo credibile e dal vivo, grazie all’accompagnamento del trio.

PAOLO PETRONI – IL CORRIERE DELLA SERA

Un percorso pieno di allusioni e velate metafore, che spigola nella storia senza avere la pretesa di fornire tesi o prendere partito. E’ come uno di quei ritratti color seppia, che si trovano in fondo a un cassetto con un pizzico di nostalgia e con la consapevolezza dei sogni. A Pierpaolo Palladino, autore del testo, va il merito di aver scritto una storia in punta di penna e sentimenti sfiorati (…) Da non perdere. ROSSELLA BATTISTI – L’UNITA’

Il lavoro, oltre a mettere in luce l’intelligenza e la bravura dell’interprete, è un’occasione per misurare due mondi in un preciso momento storico attraverso le loro musiche (…) c’erano anche tre esecutori dal vivo, bravissimi. IVANA MUSIANI – IL TEMPO

La Aubry è straordinaria nel passare dalla timidezza alla sensualità, nel mettere in rilievo passioni e contraddizioni dei personaggi, oltre che nel cantare suggerendo vibrazioni e brividi che il locale amplifica, trasformandosi in “cave”, scantinato jazz, luogo deputato di jam session. Si parla di teatro vero, autentico, toccante. GIANLUCA VERLEZZA – GIORNALE D’ITALIA

Brava, intrigante, appassionata, la Aubry passa attraverso i 21 personaggi che interpreta egregiamente con una disinvoltura notevole, alternando la parte recitativa con il canto; un vero jolly in scena in uno spettacolo ben confezionato. Di ottimo livello anche la musica affidata a tre bravi musicisti. DIANA PALMA – SIPARIO

L’attrice si sdoppia mutando voci e accenti in Paolacci, nel suo assistente Servito, in una signora americana sempre un poco alticcia, il sassofonista Sam, oltre a parlar di se stessa e cantare con bella voce vecchie canzoni d’epoca (dal “Pinguino innamorato” a “Ba-ba-baciami”) e qualche motivo “nuovo” come “Night and day” o “Summertime”. Tutto con un garbo credibile e dal vivo, grazie all’accompagnamento del trio. PAOLO PETRONI – IL CORRIERE DELLA SERA