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Forum di discussione – corso di Tecniche di Narrazione di Pierpaolo Palladino presso il Piero Gabrielli

 
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racconto/scena teatrale/boh

Ciao a tutti,

ho approfittato delle vacanze per scrivere un qualcosa. Lo allego anche se non ho seguito lo schema che ha postato Pierpaolo, dopo aver ricevuto il suo ok.

Ho preso spunto da un fatto che mi è  realmente accaduto: un paio di anni fa si era sparsa la voce che fossimo alieni. In rete trovammo molti blog di pazzi, contenenti scambi di messaggi di una violenza verbale inaudita. Dovemmo far intervenire la Polizia per farli chiudere. E abbiamo centuplicato gli sforzi per coinvolgere testate giornalistiche serie per divulgare scienza e tecnologia.

Attendo i vostri commenti ed osservazioni!! GRAZIE

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Buongiorno, ora che alcuni di voi riescono finalmente a ricevere i post riprendiamo dal testo che ci ha inviato Elena riformulando quello che avevo provato a chiedervi. Lo riporto così com'era e vediamo se vi arriva e se potete rispondere nel merito: 

Ciao Elena, grazie per il racconto/scena teatrale/boh che ci hai inviato. L'ho letto, ma prima di parlarne vorrei sapere da voi cosa ne pensate, osservazioni sia in merito alla forma che alla struttura, se esiste un argomento mitico, qual'è il conflitto fra un mondo ordinario e un mondo straordinario, se esiste un fatal flow dei due personaggi, un punto di non ritorno ecc, insomma delle osservazioni che tengano conto anche degli aromenti trattati nelli nostri incontri.

Attendo vostre!

Pierpaolo

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Buongiorno a tutti,

mi sono riletta.

Secondo me il racconto è "sbilanciato" nel senso che le sue parti  non mi sembrano sviluppate armoniosamente.

Per quanto riguarda gli elementi di cui abbiamo parlato ho assunto come argomento da sviluppare quello delle conseguenze che le "bufale" in rete possono causare.L'incidente scatenante quindi che ha portato la protagonista a vedersi in un modo diverso è una trasmissione TV.

La protagonista, guardando la propria vita da una prospettiva diversa - da aliena- ha la possibilità di vedere in modo diverso l'intera sua vita. Capisce, o meglio, intuisce che cosa non va ma non riesce a fare niente per cambiare.

Il suo fatal flow è quello di subire degli attacchi violenti senza reagire ( è un collega che denuncia le minacce e si capisce che lei in passato non ha denunciato il comportamento violento del suo ex).

Il "lui" lo immaginavo come una figura che impedisce alla protagonista di varcare la soglia.

Certo, tra il dire e il fare c'è di mezzo di mare!!

Ciao,

Elena

Buonasera a tutti!

Mi spiace che a distanza di dieci giorni dall’invio del testo da parte di Elena nessuno abbia avuto nulla da dire, dunque mi chiedo: vi arrivano le notifiche? Io dalla mia postazione non posso saperlo e dunque non ho idea, ma temo che vi sia un problema di comunicazione.

 

Se non è così, mi date conferma che vi arrivano ai vostri indirizzi mail gli avvisi dei post che scriviamo? 

Ciao a tutti. Finalmente sono riuscita a collegarmi e spero che non sia l'ultima volta. Ciao Elena. Ho letto il tuo testo. Ho trovato il soggetto molto interessante e originale.  Ho apprezzato molto che tu abbia sentito l'esigenza di coniugare insieme la parte diciamo "sociale" e quella "individuale"; però le due parti rimangono un po' staccate. Per il resto, il testo è così ricco di aspetti mitici - il potere negativo dei media; la cattiveria umana che giunge a deformare la realtà per il gusto di colpire e fare del male; la solitudine in cui si trovano gli individui cui viene addirittura cancellata l'identità; il rifiuto del diverso; il senso di impotenza di chi è vittima di attacchi ingiustificati... e altri - che varrebbe sicuramente la pena di ampliarlo. Palmira

 

Ciao Palmira!

Che bello vedere un commento sul testo proposto da Elena, finalmente si entra nel merito e sembra che il forum riesca a comunicare…bene!

Nel merito, appunto, del testo, o meglio della sua prima bozza, devo fare alcune osservazioni prima di tutto sulla forma scritta del testo, e poi strutturali.

Cominciamo dalle osservazioni sulla forma scritta, che sono fondamentali:

1: Non c’è bisogno di mettere tra virgolette la battuta. Basta il nome del personaggio all’inizio di ciascuna seguito dai due punti. Inoltre la prima parola della battuta inizia per maiuscola.

2: Ad ogni fine va messo il punto. A meno che non finisca con punto di domanda o esclamativo. Elena spesso se ne è dimenticata.

3: le azioni dei personaggi si distinguono dalle battute perché sono scritte in corsivo e se sono all’interno di una stessa battuta vanno messe tra parentesi per distinguerle velocemente dalla battuta del personaggio.

4: Tra una battuta e l’altra è meglio lasciare un rigo vuoto, se no la grafica è troppo densa e di lettura non agevole.

ESEMPIO

Lei: “Ciao, corri vieni a vedere!”

Lui: si accascia sul divano di fronte alla TV. Prova a parlare. Lei: “zitto, fammi sentire! Parlano di noi”

Lui: “…che trasmissione è? Tutta spazzatura, fammi il favore cambia.

Lei: continuando ad ascoltare la trasmissione, si gira verso di lui e con fare distratto chiede: “hai fatto le analisi? e le visite? Che ti hanno detto? Quando ti danno i risultati?”.

Lui: “fra un paio di giorni”. La prende tra le braccia: “vieni con me, magari ti fermi in Australia o in Nuova Zelanda.”.

DIVENTA

LEI: Ciao, corri vieni a vedere!

Lui si accascia sul divano di fronte alla TV. Prova a parlare.

LEI: Zitto, fammi sentire! Parlano di noi.

LUI: …che trasmissione è? Tutta spazzatura, fammi il favore cambia.

LEI: (continuando ad ascoltare la trasmissione, si gira verso di lui e con fare distratto chiede) Hai fatto le analisi? E le visite? Che ti hanno detto? Quando ti danno i risultati?

LUI: Fra un paio di giorni. (la prende tra le braccia) Vieni con me, magari ti fermi in Australia o in Nuova Zelanda.

 

A livello strutturale noto una presenza di temi diversi in pochissime battute, che necessitano di essere sviluppate o definite meglio.

Il rapporto tra lui e lei sembra in crisi, ma preferiscono evitare di parlarne preoccupandosi invece dei post stralunati sul web. E fin qui va bene. Anzi, il non detto che contraddice gli atteggiamenti tra due personaggi sono alla base di un efficace rapporto drammatico. Grande uso ne fanno sia Pinter che Hitchcock, ed in genere ogni buon autore gioca con la menzogna in scena, ossia facendo dire ai personaggi cose che non pensano, per lasciar intuire agli spettatori o lettori una realtà diversa da quella ammessa dai due (ricordate ciò che abbiamo detto sulla funzione dell’ironia drammatica).  Qui però il personaggio di LEI all’improvviso piange, svelando la sua condizione di donna separata sia dal marito che dai figli che le mancano, ma è molto veloce la critica a LUI e al poco interesse che ha per ciò che LUI le propone. Quando crolla l’argomento di comodo delle fake news e cominciano a dirsi finalmente le cose in faccia, il personaggio di LUI meriterebbe una maggiore reazione, che mi sembra al momento poco definita. Non ci dice nulla sul loro reale rapporto. Quando è cominciato? Da quanto? Dopo la separazione? Ne è stata la causa? E il tema delle violenze che LEI ha subito? LUI non dice nulla? Il suo silenzio gli leva dunque consistenza. Non basta farmi capire che LUI è come un bambino che pensa solo ai suoi giocattoli da lavoro, perché non risulta chiaro cosa è o è stato per lei. Quindi la sua uscita di scena, secondo me, è troppo veloce.

Quando parlo di velocità, devo precisare cosa intendo per gestione del tempo, perché questa è importante a più livelli, sia di rapporto tra i personaggi che di azione scenica, che deve anch’essa essere coerente con una scelta di stile. Se l’azione è realistica, non può reggere che LEI chieda a LUI cosa vuole per cena e una battuta dopo gli dica che la cena è pronta. E una volta a tavola in poche battute consumino il pasto preparato. Questa velocità sposta l’azione su un piano surreale. Ma qui il dialogo è molto reale. Dunque perché non partire già dal dopo cena, davanti ad un ultimo bicchiere di vino o grappa o tisana? “Cosa bevi?”, e una battuta dopo lei gli può portare il bicchiere. E mentre bevono la tisana o la grappa, consumano le battute che l’autrice ha utilizzato durante il pranzo.

Poi c’è il passaggio in ufficio.

Qui la scena è ambientata in “un ufficio con più persone”. Questo non è ammissibile in un testo teatrale. Occorre dare un’indicazione pratica e il più economica possibile. Per l’azione che segue i vari colleghi possono ridursi a due per creare il dialogo con LEI, e uno dei due colleghi decide poi di telefonare alla Polizia postale.

Quindi il testo si conclude sulla telefonata di LUI che vuole informarsi su come stia. Rieccolo dunque in azione! LEI, grazie al collega che ha trovato il modo di farla proteggere dalla polizia, sembra sollevata, ma le restano i dubbi su chi la stia pedinando. Qui potrebbe esserci l’occasione di un monologo breve molto efficace sulle sue attuali fobie. Oppure su quelle del potenziale nemico che sbuca fuori dal web e si concretizza in un pericolo reale. Infine, il congedo veloce da lui a cui augura di non aversene troppo a male ci riporta al dilemma iniziale, dove non sono riuscito a capire e dunque apprezzare quale fosse il rapporto tra loro due. Di conseguenza non si riesce ad apprezzare neanche se vi è una metafora tra questo rapporto, la paura delle fake news ed il timore di essere pedinata. In breve tra gli alieni ed il rapporto alienato con la vita affettiva della protagonista.

forse sono stato un po' prolisso...ma vedete quante cose ci possono essere in quello che scrivete?

VOI COSA NE PENSATE? RISPONDETE PLEASE!